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2) - missione a Barbarolo

E' da notarsi che il padre Leonardo già aveva scritto al Sommo Pontefice di avere ultimato le Missioni a Montorio e di Barbarolo; che però Sua Santità gli rispose la seguente lettera:

"Roma, 30 Ottobre 1751.

 Riceviamo la lettera del nostro buon padre Leonardo dei 22 e non abbiamo parole che bastino  per ringraziarlo della Missione fatta a Montorio ed in Barbarolo.
E quando avremo la consolazione di abbracciarlo qui in Roma, il che speriamo sia quanto prima, sentiremo bene volentieri quanto sarà per suggerirci per rimediare a' disordini ritrovati nelle prima delle due dette Missioni.

Anche il dottore Mazzi ci da notizia del male sopraggiunto al suo buon laico, e dello ristabilimento in salute dell'altro suo compagno sacerdote restato in Scaricalasino, e che era per venire a Bologna.
Ci avvisa il detto dottor Mazzi avere offerto a chi gli aveva data notizia della malattia la trasmissione di un medico di Bologna.
Gli rispondiamo che stia attento, e che non lasci di somministrare il bisognevole per il viaggio non meno a lei, che a tutti gli altri della comitiva, ed anche il comodo particolare pei due convalescenti, che il buon padre Leonardo ha fatto bene dispensando dalla quaresima che incomincia dopo i 'Santi'.

Si allestiscano dunque tutti per il ritorno in Roma, per non dover viaggiare nell'inverno che pare troppo imminente.
Preghi Iddio per Noi, e lo faccia pregare, dando a lui ed a tutta la sua santa comitiva l'apostolica benedizione."

Ritornando poi al nostro storico racconto, la mattina del 5 novembre partimmo da Pianoro per Bologna, e giunti alla chiesa Abbaziale di San Bartolomeo di Pian di Musiano,

celebrarono ivi la S. Messa, dopo la quale fu fatta loro vedere una delle idrie delle nozze id cana di Galilea, che come reliquia si conserva in detta chiesa.

Alle ore 18 entrato in Bologna si portò a dirittura dal signor dottor Mazzi, con il quale ebbe una lunga sessione di cose spettanti ai bisogni dell'Arcivescovato, dopo andò all'ospizio dei padri Riformati distante quasi un miglio dalla città.

Li 7 di novembre il padre partì per Ferrara col padre Gian Grisostomo di Bologna, e il giorno seguente entrò in Ferrara, ove l'Eminentissimo signor Cresenzi Arcivescovo di detta città l'aveva istantemente pregato a portarvisi per godersi un poco il suo antico Padre Spirituale tanto da lui teneramente amato: e sapendo il comando fatto da Sua Santità al padre Leonardo di non camminare più a piedi, gli aveva spedito incontro un suo carrozzino da viaggio, ma non si incontrarono; però il detto padre si portò a dirittura al palazzo dell'Eminentissimo, che in vederlo giubilò ed ansiosamente pregollo restare servito di alloggio presso di lui, ma egli ricusò, e volle andare de' padri Osservanti, dove sua Eminenza spedì tosto il pranzo, il che fece ogni giorno di sua dimora in Ferrara gustandone alcun poco il Padre.

Tutte le mattine si portava da Sua Eminenza, ed ogni dopo pranzo l'Eminenza Sua si portava da Lui trattenendosi in familiarissimi discorsi, e quei padri tutti a gara gli fecero grandi finezze.
Al vederlo la città si mosse a desiderio di sentirlo anche una volta, massime i due Eminentissimi signori Cardinali Barni Legato, e Crescenzi suddetto, e scusandosi il Padre col dire che non aveva seco le prediche, e che gli premeva ubbidire a Sua Santità che lo pressava di presto portarsi a Roma, l'Eminentissimo Crescenzi impose al detto padre Gian Grisostomo di spedire a sue spese persona sicura a Bologna distante 30 miglia, e fare venire la cassetta delle di lui prediche ed il detto padre, spedita una staffetta, la fece venire il giorno appresso, e con il detto Eminentissimo sperando convincerlo a predicare gliele presentò, ma il Padre costante nella sua risoluzione di obbedire a Sua Santità si scusò, e lo prego di rimandaro presto a Bologna.

Le sue premure che usò di partire presto da Ferrara e da Bologna per presto portarsi a Roma furono tali, e con sentimenti tali, che il detto padre Gian Grisostomo s'insospettì di qualche mistero occulto; ed accaduta la sua preziosissima morte in Roma subito che l'intese disse: ' Ecco svelato il mistero'.

Il giovedi dunque 12 novembre il detto signor Cardinale Crescenzi gli diede licenza, e lo spedì con suo carrozzino a Buttifrè, e poi per acqua in suo bucintoro a Malalbergo, facendolo in tutto il viaggio accompagnare da persona degna, cioè dal signor Antonio Rossi che nelle missioni fatte da esso padre in Ferrara sei anni addietro tanto se gli affezionò che mai più volle lasciare nè la sua persona, nè le sue prediche.

Da Malalbergo partì alle ore 4 di notte (giusta l'orologio italiano) nel suddetto giorno del 12 Novembre in latra barca spiccata apposta a conto dell'Eminentissimo  Crescenzi e la mattina del 13 entrò in Bologna per il Porto Navilio, ed il dopo pranzo si portò a congedarsi per l'imminente viaggio di Roma all'Illustrissimo e Reverendissimo Monsignor Sega Vescovo Delegato pontificio e da Monsignor Vicario Generale, ed in appresso dall'Eminentissimo  Cardinale Doria Legato di detta città, suo particolare confidente da' quali personaggi fu accolto con segni di particolare stima e venerazione.

Il dì 14 suddetto nè restò all'ospizio dei padri Riformati per rispondere a varie lettere ricevute da Roma, ed in particolare da Sua Santità, come già si descrisse.
Intanto il Padre Guardiano dei Riformati si portò all'ospizio per augurare un felice viaggio al padre Leonardo, il quale ebbe tutta la consolazione di chiedergli la benedizione e licenziarsi.

Il dì 15 novembre 1751, alle ore 13, dopo terminate le missioni della diocesi di Bologna partì dall''ospizio dei padri Riformati di detta città il padre Leonardo.

 Terminato così l'incarico delle missioni nella Diocesi di Bologna, padre Leonardo fa ritorno a Roma, appena in tempo per morirvi poche ore il suo arrivo.

Non si stupisca il lettore leggendo del viaggio per via d'acqua di padre Leonardo.
Bologna era collegato con l'Adriatico con un magnifico percorso d'acqua che permetteva flordi traffici mercantili.
Non per niente, Bologna, veniva definita una città di mare, per via del suo porto.
Vi sono ancora resti di tali manufatti che ancora testimoniano il passato.
Purtroppo, come spesso accade, l'incuria e la stupidità umana ha quasi cancellato secoli di storia.

 

on 07 Luglio 2014

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