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don giorgio

 

 ll giorno 13 ottobre 2019 alle ore 14,20

è ritornato alla Casa del Padre.
Don Giorgio Paganelli
 ex Abate di Barbarolo
Parroco emerito di San Bartolomeo di Musiano

Canonico Decano dell'Insigne Collegiata di S. Maria Maggiore
nella Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano in Bologna.

Le esequie funebri sono state celebrate il 17 ottobre 2019
presso la Chiesa Parrocchiale di S.Maria Assunta di Pianoro
dal neo Cardinale Arcivescovo di Bologna
Matteo Maria Zuppi.
 

Il sito della Chiesa di Barbarolo è stato realizzato
in omaggio alle sue memorie, alle sue annotazioni
e all'amore che aveva per la sua Chiesa dove è stato
battezzato ,

dove ha ricevuto la prima Comunione 
e la Confermazione della Fede.

TU ES SACERDOS IN AETERNUM

 

Cerco volontari, amanti della ricerca storica,
per una collaborazione nella gestione del presente sito.
Inviare una email a  marco30947@gmail.com  indicando la propria intenzione.
Non si richiede nessuna specializzazione ma solo passione nel mantenere in vita questo sito.
Grazie


 

 
Presentazione dell'opera

      Nell'era attuale in cui si tende ad una informatizzazione globale vi sono rischi che opere minori e antiche memorie vadano perdute in quanto, pian piano, si stanno estinguendo i così detti " vecchi" veri e unici portatori di memorie storiche dei tempi passati e tramandati oralmente durante diverse generazioni.stemma compagnia santissimoantica-1

Seguendo l' abate don Giorgio Paganelli nei suoi ultimi anni a riposo per motivi di salute sono stato fatto partecipe e depositario di proprie memorie scritte nel periodo che ricoprì la carica di Abate nell'antica Abbazia di Barbarolo.

Ordinando diligentemente tutte queste preziose memorie, notizie, immagini delle prime foto storiche di cui si abbia conoscenza, ho ritenuto fosse cosa buona rendere partecipe anche  le nuove generazioni senza il rischio di perdita totale di tutto questo materiale.

Ho pensato di suddividere l'opera in diversi settori per una migliore razionalizzazione e lettura delle notizie e le immagini suddivise per periodo storico, luogo, periodo di vita dei vari Abati che si sono susseguiti nei tempi a memoria.
Non vuole essere una "storia" di Barbarolo, come altri si sono cimentati, considerato che i primi cenni storici trovati parlano che l'arciprete di Barbarolo ebbe alla fine del "Quattrocento" il titolo di Abate,ma una raccolta di dati e ricordi, legati fra di loro da riferimenti storici al fine di dare una visione più omogenea dei tempi e delle persone.

   Purtroppo dei primi abati abbiamo rarissime immagini, e la cui qualità, purtroppo lascia molto a desiderare, sbiadite dal tempo e di materiali non di prima qualità, mentre, nei tempi piu' recenti, aumenta la quantità e la qualità delle stesse.

I vari album fotografici sono di immagini scannerizzate da vecchissime stampe o diapositive recuperate, ma purtroppo deteriorate anch'esse dal tempo, ma pur nella loro bassa qualità daranno una visione vera di quei tempi e di quelle occasioni.

Sono graditissimi invii di memorie e foto d'epoca che sarà mia cura pubblicare se ritenute corrette ed appropriate.
Il materiale, (scritti e immagini in formato: txt, word, jpg, png,tif) può essere inviato al seguente indirizzo email:  marco30947@gmail.com, a cui, quanto prima, provvederò ad una risposta; molto gradita sarà la firma dell'autore che sarà o no pubblicata secondo la richiesta.

Spero possano trovare un sincero interesse.

Struttura dell'opera

GALLERIE IMMAGINI SU:


Una rara immagine della Chiesa e Canonica prima che Don Adolfo Lodi iniziasse i rifacimenti.
Si può notare la mancanza sul lato sinistro (di chi guarda) della Antica Cappella di San Rocco andata  distrutta nel secondo conflitto mondiale.
Poi ricostruita come edificio, ma utilizzata come ambiente multi uso nella parte bassa.
Sopra inizialmente venne utilizzata come sede della scuola elementare.
Poi con il calo delle natalità e la fuga verso la città venne adattato ad appartamento.
L'entrata in canonica non era davanti ( come è tutt'ora) ma si doveva scendere lungo la parte destra (di chi guarda).
Nel piano basso trovava posto un ingresso e una ampissima sala adibita a sala da pranzo con sulla destra la cucina con rubinetto d' acqua (unica a quei tempi), tutt'ora conservata nell'appartamento riadattato dopo le modifiche strutturali.
Sul fondo della sala trovava posto lo studio dell'Abate.
Nell'ingresso trovava posto un ampio scalone a doppia rampa per accedere al piano superiore in cui trovavano posto un salone molto grande, che a memoria personale aveva dei dipinti sulle pareti.
Verso la parte anteriore, (sulla piazza antistante) ricordo un ulteriore salone che ricordo pieni di sacchi di grano, portati dai contadini della prebenda.
In tale locale, don Adolfo Lodi inizio la sua iniziativa di teatro popolare che riscosse un immenso successo e con un primo proiettore 16 mm iniziò le prime proiezioni di film che nei pomeriggi della domenica assorbiva l'attenzione generale dei  parrocchiani venuti alle funzioni religiose pomeridiane.

Chiesa e canonica prima del rifacimento nel 1955

Un'altra immagine direi storica, in quanto è del 1954 (circa).
Panorama dell'Abbazia vista dalla collina sovrastante (lato sud).
Ben visibile la "vecchia canonica" nella sua forma antecedente i lavori di ammodernamento effettuati da Don Adolfo Lodi.
Si intravede l'antico ingresso in canonica, da cui si accedeva scendendo dal lato sud dell'edificio fra le due finestre.
Al piano terra un'ampio vestibolo che dava accesso allo scalone per il piano superiore (unico manufatto ancora presente); a sinistra un'ampissima sala che veniva usata anche come sala da pranzo, sala ricevimento (famosa ai primi tempi della televisione in cui i locali accorrevano per gli eventi importanti, tipo i primi festival di Sanremo):
Da questa sala, sempre a sinistra si accedeva allo studio parrocchiale, ben tenuto e molto ampio.
Al piano superiore vi era un'ampia sala usata per ricevimenti importanti (Ultima volta usata per il pranzo per la prima messa solenne di don Giorgio Paganelli, poi dopo anni egli stesso abate in questa parrocchia).
Infine verso sud-ovest un'altro grande salone da cui si accedeva anche da una delle due porte che dava sulla piazza, con alcuni gradini.
In questa sala venivano messi i sacchi di grano dopo la mietitura che facevano parte della prebenda.
Fu utilizzata per le prime iniziative di don Adolfo Lodi, con le prime commedie sempre molto affollate, poi come primo "cinema" con un proiettore 16mm ma che aveva reso famosa la domenica pomeriggio con i primi film in bianco e nero poi i primi film a colori.
Dopo la "restaurazione totale della costruzione"  la sala attività (cinema e teatro) venne costruita alla sinistra della facciata della chiesa, dove un tempo vi era la Chiesa di San Rocco, distrutta nel bombardamento nel 1945.
Vicine alla struttura parrocchiale a sinistra la "Pieve Piccola" podere della prebenda con "Bertuzzi Vittore detto  Alfredo " il mezzadro.
A destra la "Pieve Grande" anch'essa podere della prebenda con "Naldi Arturo" il mezzadro:
Ora questi mezzadri non ci sono più; la Pieve Grande ridotta a un rudere, mentre la Pieve Piccola, ultimamente ristrutturata con appartementi.
Interessante: oltre la piazza si vede ancora il terreno in cui poi, don Adolfo Lodi vi realizzò un campo sportivo dando fama alla parrocchia.

Cliccando sull'immagine si ottiene un ingrandimento.

chiesa barbarolo 1954

 

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