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SCRITTI DA RIVISTE su SAN LEONARDO

"Morire con la spada in mano"
(Articolo pubblicato sul numero 246 (Novembre 2023)
sulla rivista "ARALDI DEL VANGELO"
(Periodico dell'Associazione
Madonna di Fatima - Maria Stella della Nuova Evangelizzazione
Ente Filantropico, FTS
articolo di Gabriel Denkiewicz))

"Il tempio sacro era gremito per ascoltare quel grande predicatore.
Vestito con la tunica marrone dei figli di San Francesco, pochi sapevano che sotto di essa nascondeva un cilicio che portava notte e giorno.
I suoi tratti fisionomici denotavano austerità, ma i suoi occhi e il tono che dava alle parole alle sue parole lasciavano trasparire la bontà propria di chi conosceva l'amore infinito del Redentore, sempre pronto a perdonare il peccatore pentito.

Un certo Vescovo, la cui Diocesi era stata beneficiata da una delle centinaia di missioni che Fra Leonardo svolse nel corso della vita, scrisse a suo riguardo:
"In lui trionfa la grazia divina, perchè non credo sia possibile che senza uno specialissimo aiuto da parte di Dio un uomo possa fare così tanto"

In effetti, il Signore accompagnò con i suoi doni questo fedele servitore, sempre disposto a lavorare per il bene delle ancime e della Chiesa.
Chi era ?
Genitori che lo iniziarono alla santità
Paolo Girolamo nacque il 20 dicembre 1676 a Porto Maurizio, oggi Imperia, in Liguria.
I suoi genitori seppero educarlo nel timore di Dio.
Sopratutto suo padre Domenico Casanova, era un uomo di grandi virtù.
Da giovane, desideroso di mantenere intatta la castità, fece un voto: essendo capitano di navi, non avrebbe permesso a nessuna donna malintenzionata di essere tra l'equipaggio.

L'infanzia di Paolo trascorse tranquilla e in salute sulle rive delle acque cristalline del Mar Ligure.
Non coltivò mai cattive amicizie che potessero distorglierlo dalla via del bene e i suoi divertimenti, oltre a quelli che erano comuni agli altri bambini, consistevano spesso nell'improvvisare un altare e simulare una Messa, con tanto di predica.
La Provvidenza in questo modo lo preparava al futuro.

Primi combattimenti

Durante questo periodo, però,il demonio cercava in vari modi di condurlo alla perdizione.
Un giorno Paolo stava tornando a casa con i suoi amici e, durante il tragitto, passarono davanti a una bella spiaggia dove il mare era piacevole.
Un uomo si avvicinò al gruppo e subito intavolò una conversazione con loro, ma non tardò a cambiare il tenore della conversazione in argomenti impuri.
Immediatamente il giovane, rendendosi conto delle sue cattive intenzioni, ordinò a tutti i suoi compagni di fuggire.

Cominciarono a correre, con Paolo in testa.
Lo sconosciuto estrasse la spada e cominciò a inseguirli.
La sua età, però, non gli permise di raggiungerli.

Arrivati tutti alla marina di Porto Maurizio, si salutarono, ma Paolo decise di rendere grazie alla Madonna per la protezione, andando a piedi nudi alla chiesa della Madonna dei Piani, distante poco più di tre chilometri.

Viaggio a Roma e conferma della vocazione religiosa

Un zio di Paolo, di nome Agostino Casanova, lo invitò a studiare a Roma, richiesta che accettò volentieri.
Nella Città Eterna diede ai suoi compagni un grande esempio di virtù.
Faceva tutto per evitare occasioni peccaminose, come conversazioni sconvenienti, scherzi futili e amicizie censurabili.
Riuscì inoltre a trovare buoni compagni e un confessore che in seguito avrebbe confermato la sua vocazione religiosa.
In questo periodo, fra i sedici e diciannove anni, la sua devozione crebbe enormemente.
Quando parlava di questioni spirituali con lo zio e con i suoi servitori, molte volte essi commentavano tra loro che il giovane sarebbe stato in futuro un grande predicatore.

Durante i pasti discuteva di Dio con tale entusiasmo che si dimenticava di mangiare.
Una volta non ebbero altra scelta che dirgli di tacere per nutrirsi.
Cominciò anche a praticare innumerevoli mortificazioni, come dormire sul pavimento totalmente scoperto, flagellarsi e usare il cilicio.

leonardo
Il giovane aveva già parlato qualche volta del suo desiderio di seguire la vita religiosa con il suo confessore, don Grifonelli. Quest'ultimo, tuttavia, non lo aveva ancora confermato nella sua vocazione per prudenza, in attesa di segno chiaro..
Un giorno, mentre Paolo passeggiava per Piazza di Gesù pensando a quale Ordine Religioso aderire, notò due uomini vestiti con un povero saio scuro..
Incuriosito di sapere di dove fossero, iniziò a seguirli finchè non entrarono in una chiesa: erano francescani..
. In quel momento, i frati iniziavano il canto "Converte nos, Deus, salutaris noster"..
Si sentì preso immediatamente da una grazia..
Gli sembrava di sentire il Redentore stesso che gli parlava nel cuore, invitandolo a questa augusta vocazione..
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Andò, allora, a raccontare l'accaduto al suo confessore, che alla fine si lasciò convincere: il fervore che irradiava dall'anima del ragazzo non poteva che provenire da Dio..
Infine, il 2 Ottobre 1697, vestì l'abito francescano..
Trascorse un anno nel noviziato, dopodichè professò i voti nel 1698.
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Nel 1703 fu ordinato sacerdote..
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Religioso esemplare..
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Fin dai primi giorni, Fra Leonardo si dimostrò un religioso esemplare..
Lo zelo con cui svolgeva i suoi compiti, la pietà nel coro e la sua perfetta obbedienza impressionavano tutti e rivelavano una grande maturità spirituale..
"Se ora che siamo giovani non teniamo conto delle piccole cose e commettiamo errori con cautela, quando saremo più vecchi e avremo più libertà, riterremo lecito sbagliare nelle cose grandi"..
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Per quanto riguarda i sui fratelli nell'abito, si sforzava di elevarli al più alto livello nella vita spirituale..
Su iniziativa di Fra Leonardo, ad esempio, si impegnavano a praticare con maggiore attenzione una certa virtù durante la settimana. Se per debolezza qualcuno vacillava, avrebbe dovuto inginocchiarsi davanti a un'altro, chiedere perdono e promettere di rimediare con l'aiuto divino.
Attraverso questo esercizio, ottenne diversi frutti.
Trasformò i divertimenti in devoti colloqui e in una scuola di perfezione; pose fine alle sue chiacchiere, trattando sempre argomenti spirituali e in particolare la devozione alla Madonna.

Cassa di risonanza del Vangelo.
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Il martirio in terre lontane per amore di Cristo era una vocazione che impressionava il giovane francescano..
Un giorno gli si presentò un'opportunità..
In Cina c'era una crudele persecuzione contro i cristiani e il gregge del Signore che là viveva aveva bisogno di pastori che lo sostenessero..
Mons de Tournon, successivamente Cardinale, cercava missionari che lo accompagnassero in questa impresa.

Fra Leonardo non perse tempo.
Espose subito i suoi desideri al suo superiore..
Fu deciso che lui e Padre Pietro de Vicovaro, suo compagno nello stesso convento, sarebbero andati in Estremo Oriente. La sua gioia, fu però, di breve durata..
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Per varie ragioni l'impresa non potè essere portata a termine..
Leonardo, sconsolato, non sospettava che la Provvidenza stava preparando altre missioni per lui..
Avendo comunicato i suoi desideri val Cardinale Colloreto questi gli rispose che Dio gli destinava le terre d'Italia come campo di apostolato.

Qualche tempo dopo, fu inviato a Roma per predicare il suo primo ritiro.
Un sacerdote che lo ascoltò commentò : "Questo giovane sarà una cassa di risonanza del vangelo, che ricondurrà molti peccatori sulla via della salvezza"
E il futuro avrebbe dimostrato quanto fosse vera questa affermazione.

Da una malattia alla Via Crucis

La vita austera che il giovane francescano conduceva minò gradualmente la sua salute già cagionevole.
Una volta, dovette essere portato nell'infermeria del convento perchè espelleva una notevole quantità di sangue dalla bocca.
I suoi superiori decisero che si trasferisse a Napoli, nella speranza che lì potesse avere la possibilità di riposarsi.
Tuttavia, poichè durante il viaggio le sue condizioni si aggravarono, fu inviato a Porto Maurizio.
Invano....

Vedendo che nulla poteva fargli recuperare il vigore, Fra Leonardo decise di ricorrere a Colei che viene invocata con il titolo di Salute degli infermi
Le chiese di intercedere presso il suo Divin Figlio, promettendo che, se avesse ottenuto la guarigione, si sarebbe impegnato a predicare missioni per l'onore di Dio e la conversione dei peccatori.
La Madonna non abbandona mai coloro che ricorrono al suo aiuto.

Dopo poco tempo la malattia, che lo tormentava da un lustro, scomparve.
Pronto ad adempiere alla sua promessa, ma non avendo ancora l'autorizzazione per questo, iniziò a scrivere diverse preghiere sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, per la quale aveva sempre avuto una profonda devozione.
Decise di diffonderle presso i fedeli di Porto Maurizio e il frutto di questa prima "missione" fù quello di introdurre in quel luogo il pio esercizio della Via Crucis.
Questa fù la prima delle 576 stazioni della Via Crucis che eresse.
Negli anni successivi, ovunque andasse in missione, avrebbe lasciato sempre tra il popolo l'usanza di questa pratica, che amava chiamare la grande batteria contro l'inferno.

Inizio delle missioni.

Infine, nel 1708, il Vescovo di Albenga lo autorizzò a svolgere missioni nella sua diocesi.
Iniziò il suo apostolato nella città di Artallo, a poco più di tre chilometri da Porto Maurizio.
Vi si recava ogni mattina e tornava al tramonto.
Predicava da solo e ascoltava le persone in Confessione.
Organizzava processioni e istituiva sempre una Via Crucis.
A poco a poco, il suo operato lo rese sempre più ricercato dai fedeli.

Una sera, mentre tornava al convento dove alloggiava, notò la presenza di una persona di un uomo che lo seguiva.
Capì che era angosciato e che non aveva cattive intenzioni, così gli chiese se avesse bisogno di aiuto.
L'uomo cadde in ginocchio ed esclamò:
- Tu, padre, hai ai tuoi piedi il più grande peccatore che esiste sulla terra.
- E tu, figlio, hai trovato me miserabile, che sarò per te un padre amorevole -, rispose il francescano, mentre il peccatore piangeva amaramente.
Poi lo condusse nel confessionale del convento e lo riconciliò con Dio.

Il giorno di San Bartolomeo fù invitato a predicare una missione a Catamagna.
Il popolo della città aveva trasformato la celebrazione di questo Apostolo in un vero e proprio carnevale.
Mentre tutti erano distratti e uomini e donne ballavano al ritmo delle loro passioni sfrenate, egli entrò nel luogo in cui si trovavano e fece una predica così penetrante che la festa profana divenne occasione di pentimento e di lacrime.

Durante la predicazione, uno dei bracci del Crocifisso che teneva in mano si staccò e cadde a terra, e tutto il popolo cominciò a chiedere misericordia.
Approfittando di questo incidente, parlò con più forza contro quella profanazione e aggiunse che Dio stava facendo conoscere con questo segno la sua volontà di punire i partecipanti del ballo se non avessero promesso di non compiere mai più un atto simile.

Superiore di San Francesco del Monte

Il Granduca di Toscana, Cosimo III de' Medici, edificato dalla stantità dei francescani, chiese a Papa Clemente XI l'autorizzazione ad aprire una casa simile a Firenze.
Quattro religiosi, fra cui Fra Leonardo da Porto Maurizio, vi furono inviati nel 1709
Già l'anno successivo tenne la sua prima predica nel monastero di San Francesco del Monte, dove vivevano.
Questò bastò a far si che la sua fama si diffondesse.
Da allora, non mancarono richieste affinchè facesse missini nella regione.

Nel 1713 fu nella città di Prato.
La sua prima prova nella cattedrale fece una tale impressione che i fedeli scoppiarono in lacrime, alzando le braccia e chiedendo a Dio misericordia per i loro peccati.
La Via Crucis e altre devozioni furono seguite assiduamente, tanti che, alla fine della missione, la città appariva come un giardino di opere buone e pii propositi.
Il suo proficuo lavoro in Toscana ebbe certamente un ruolo impirtante nella sua elezione a superiore del Convento di San Francesco del Monte, che governò per nove anni, durante i quali si adoperò con molto impegno per attirare religiosi disposti a una fedeltà adamantina e per riorganizzare altre case dell'Ordine.

Itinerario di perfezione.

A questo periodo risalgono i noti "Propositi", che scrisse quando ancora era superiore del menzionato convento.
In quest'opera delineò sessantasei massime, un vero e proprio programma di perfezione, che si propose di seguire per tutta la vita.
La Santa Messa sarebbe stata sempre celebrata con il cilicio e preceduta dalla confessione, e la meditazione sulla Passione avrebbe accompagnato l'Ufficio Divino.
Come penitenza, avrebbe realizzato la Via Crucis frequentemente e ogni mancanza commessa avrebbe dovuto essere riparata immediatamente con una preghiera.

Per quanto riguarda la devozione alla Madonna, si proponeva di predicare con particolare fervore le sue virtù e di portare sempre nel petto una croce a sette punti in onore dei Sette Dolori di Maria.
L'ultimo dei suoi propositi era quello di essere costantemente alla presenza di Dio.
Lo ricopiò cinque volte nel corso degli anni, chiedendo sempre la firma del suo confessore, al fine di praticare sotto obbedinza quanto scritto.
L'ultima annotazione è di quando aveva sessantanove anni, il che dimostra che questi propositi non erano il frutto di un fervore primaverile e passeggero.
Al contrario, erano il corollario di vent'anni di vita religiosa perfetta.

Missione e solitudine

leonardoImmagine di san Leonardo"Missione, stando sempre occupato con Dio, stando sempre occupato in Dio", scrisse una volta a proposito della sua vocazione.
In realtà, il lavoro missionario non costituiva un ostacolo al suo raccoglimento, anzi era visto come una campagna contro l'inferno, in funzione della quale abbandonava momentaneamente la pace della clausura del convento per il bene delle anime.

Nel 1712 elaborò un regolamento che ordinava questo tipo di attività.
Ogni missione doveva durare dai quindici ai diciotto giorni.
Iniziava con l' "Intronizzazione di un grande Crocifisso", poichè la Passione del Rdentore era l'oggetto delle predicazioni e delle meditazioni, ecomprendeva processioni, meditazioni e momenti di direzione spirituale.
La conclusione era sempre segnata dall'erezione della Via Crucis.

Per quarantanove anni, Fra leonardo percorse le ardue strade dell'Italia di allora.
"Voglio morire in missione, con la spada in mano contro l'inferno", era l'ideale che lo animò durante le 339 missioni che predicò.

"Quando morirò, rivoluzionerò il Paradiso"

Fra leonardo di Porto Maurizio rese l'anima a Dio il 26 novembre 1751, all'età di settantaquattro anni, e fù canonizzato il 29 giugno 1867.
Il suo instancabile impegno apostolico gli valse il titolo di patrono dei sacerdoti in missione, conferitogli da Papa Pio XI nel 1923
In una occasione della sua vita, commentò:
"Quando morirò, rivoluzionerò il Paradiso e costringerò gli Angeli, gli Apostoli e tutti i Santi a fare santa violenza alla Santissima Trinità, affinchè essa invii uomini apostolici e faccia piovere un diluvio di grazie efficacissime che trasformino la terra in Cielo"

Uniamo le nostre preghiere e le nostre intenzioni alle sue, affinchè possiamo vedere questo desiderio realizzato quanto prima.





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