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don giorgio

 

 ll giorno 13 ottobre 2019 alle ore 14,20

è ritornato alla Casa del Padre.
Don Giorgio Paganelli
 ex Abate di Barbarolo
Parroco emerito di San Bartolomeo di Musiano

Canonico Decano dell'Insigne Collegiata di S. Maria Maggiore
nella Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano in Bologna.

Le esequie funebri sono state celebrate il 17 ottobre 2019
presso la Chiesa Parrocchiale di S.Maria Assunta di Pianoro
dal neo Cardinale Arcivescovo di Bologna
Matteo Maria Zuppi.
 

Il sito della Chiesa di Barbarolo è stato realizzato
in omaggio alle sue memorie, alle sue annotazioni
e all'amore che aveva per la sua Chiesa dove è stato
battezzato ,

dove ha ricevuto la prima Comunione 
e la Confermazione della Fede.

TU ES SACERDOS IN AETERNUM

Qui la possibilità di vedere e sentire il Canonico don Giorgio Paganelli, in un servizio televisivo realizzato dalla emittente ETV, nella rubrica "12 Porte" in occasione della visita Pastorale dell'allora Arcivescovo di Bologna Cardinale Carlo Caffarra nella Chiesa di San Bartolomeo di Musiano, (Pianoro - Bologna) ultima parrocchia in cui don Giorgio fu parroco.
In tale occasione, l'Arcivescovo accettò, finalmente, le dimissioni di don Giorgio, per motivi di salute, rifiutate diverse volte negli anni precedenti.

 

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uno zama vescovo

Biografia:
Di Zama, come dei suoi successori Faustiniano, Domiziano e Gioviano, non sappiamo nulla.
Probabilmente conobbe la persecuzione di Diocleziano e con la successiva pace di Costantino del 313 gli fu affidato il compito di radunare ed organizzare i cristiani presenti a Bologna in una comunità cristiana stabile; l'Elenco Renano ci attesta senza dubbio: dominus Zama primus episcopus.

Le sue spoglie ora sono conservate sotto l'altare maggiore della cattedrale della città, dedicata a Pietro apostolo; il corpo fu trasferito nel 1586 dall'Abbazia dei Santi Narbore e Felice (probabilmente la prima chiesa cattedrale della città, voluta da Zama stesso) dall'arcivescovo Gabriele Paleotti.

Culto:
La sua festa per l'arcidiocesi di Bologna ricorre il 28 settembre, data in cui si ricordano, insieme al protovescovo, tutti i santi vescovi della Chiesa bolognese. Tradizionalmente in tale ricorrenza si prega anche in suffragio di tutti i vescovi defunti di Bologna.

(info da Wikipedia)


San Zama Protovescovo di Bologna

28 settembre

III secolo

Con san Zama, protovescovo di Bologna, risaliamo alle radici della Chiesa petroniana fecondata dal sangue dei martiri. Come attesta l'Elenco Renano (anteriore al sec.XII), svolse la sua missione nel III secolo e probabilmente conobbe la persecuzione di Diocleziano e la pace costantiniana. Il corpo di Zama e quello di Faustiniano furono traslati dalla chiesa dei santi Nabore e Felice alla Chiesa Cattedrale e posti sotto l'altare maggiore il 4 maggio 1586 per volontà del card. Gabriele Paleotti.
Fra gli altri vescovi bolognesi, è degno di speciale menzione sant'Eusebio, intrepido difensore della fede cattolica al Concilio di Aquileia (381). Fu molto caro a sant'Ambrogio di Milano e da lui lodato per la capacità di proporre l'ideale della verginità: "piscator Ecclesiae Bononiensis aptus ad hoc piscandis genus" (pescatore della Chiesa Bolognese particolarmente abile nel far emergere vocazioni verginali) (De Virginitate 130).
Con lui si ricordano oggi tutti i santi Vescovi della Chiesa bolognese.

Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: A Bologna, san Zama, ritenuto primo vescovo della città.


È accaduto nel corso dei secoli e dei millenni, che il primo vescovo di una città, fondatore della prima comunità cristiana del luogo, da cui ebbe origine la diocesi, spesso morto martire, sia stato “sorpassato” nella devozione popolare, da altre figure di santi, nati o giunti nella città, con tanti meriti spirituali e sociali, da essere poi invocati come santi patroni principali.
Per darne un esempio: S. Rufino primo vescovo e s. Francesco ad Assisi; s. Prosdocimo primo vescovo e sant’ Antonio a Padova; s. Mamiliano primo vescovo e s. Rosalia a Palermo; s. Aspreno primo vescovo e s. Gennaro a Napoli; così è stato per il primo vescovo di Bologna s. Zama e s. Petronio.
La sua posizione come primo vescovo di Bologna, è citata nel più antico catalogo dei vescovi bolognesi “L’Elenco Renano”, redatto in un’epoca anteriore al XII secolo; per il resto nessuna informazione esiste sulla vita e sull’epoca dell’episcopato; quindi quel poco che si sa, sono solo deduzioni di studiosi.
Il cardinale Cesare Baronio (1538-1607), estensore del ‘Martirologio Romano’, affermò che s. Zama fu ordinato vescovo da papa Dionigi (259-268), quindi nella seconda metà del III secolo.
Inoltre il periodo può essere desunto dal fatto, che nell’’Elenco Renano’ il quinto vescovo di Bologna sant’ Eusebio, fu contemporaneo di s. Ambrogio (340-397), retrocedendo nel computo degli anni, s. Zama poté essere vescovo alla fine del III secolo - inizio del IV; conobbe quindi la crudele persecuzione di Diocleziano (243-313) e la successiva pace di Costantino I il Grande (280-337) ma non fu martire.
Gli antichi testi (Elenco Renano, Vita di s. Petronio) e una lapide del XIII secolo, esistente nell’abbazia bolognese dei SS. Nabore e Felice, pur nominandolo, non lo riportano come santo.
Il primo a considerarlo tale nel 1541, fu Leandro Alberti (1479-1552) frate domenicano, storico e geografo bolognese, nelle sue “Historie di Bologna”; ma fu solo con la traslazione delle reliquie di s. Zama e di s. Faustiniano, dalla chiesa dei SS. Nabore e Felice, alla Chiesa Cattedrale dove furono posti sotto l’altare maggiore, per volere del card. Gabriele Paleotti, il 4 maggio 1586, che il suo culto ebbe larga diffusione.
Fino al 1961 veniva celebrato il 24 gennaio; poi con la riforma del Calendario Bolognese, è ricordato il 28 settembre e con lui tutti i santi vescovi della diocesi emiliana.


Autore: Antonio Borrelli

 

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