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(seguito della parte 8)

 

Don Adolfo Lodi si dedicò in modo encomiabile ai ragazzi e alla gioventù.
Fece spianare, per ricavarne un campo sportivo, un appezzamento di terreno vicino alla Chiesa.
Nel ricostruire l'edificio corrispondente all'Oratorio San Rocco, pensò di ricavarne al pian terreno, per la sala Parrocchiale;
al piano di sopra, per le scuole elementari.
La sala parrocchiale la userà poi per riunioni, ritiri, cinema; mentre le scuole elementari, così vicine alla Chiesa gli davano facilità di contatti coi ragazzi ai fini, sopratutto, del Catechismo.

Prima del bombardamento l'edificio aveva l'aspetto di graziosa chiesetta a cui i parrocchiani erano molto affezzionati.
Era una chiesetta molto funzionale.
Era dedicata oltrechè a San Rocco, anche a Santa Caterina De Vigri; era la sede della Compagnia del Santissimo Sacramento.
Ogni anno vi si celebravano le feste dei due titolari: Santa Caterina il 9 marzo, e San Rocco il 16 Agosto.

Don Adolfo Lodi diede inizio e incrementò con successo i "ritiri di perseveranza" per uomini.
Ogni mese un Padre Gesuita veniva su da Bologna per tenere tali ritiri.
Era veramente edificante, per Don Lodi, vedere tanti uomini, al termine della giornata di lavoro, partecipare a questi ritiri; tanti venivano a piedi anche dalle case più lontane della parrocchia.

Don Adolfo Lodi aveva una fantasia pastorale molto ricca e un grande zelo; riusciva a fare riunioni, adunanze nei luoghi più disparati: osterie, gargages....; sfruttava tutte le occasioni per portare la Parola del Signore.

Fu anche economo Spirituale della vacante parrocchia di Roncastaldo.
Per la zona di Sabbioni intuì l'utilità di un luogo di culto adeguato.
Lo sviluppo edilizio di  quella lontana zona della Parrocchia non era ancora cominciato, ma dovevano esserci già delle avvisaglie tali da indurlo a chiedere alle Autorità Diocesane di acquistare un appezzamento di terreno in vista di una futura chiesa.

A Sabbioni esisteva si un Oratorio di propietà del Sig. Pietro Gamberini di Anconella, dedicato ai Santi Martiri Fabiano e Sebastiano, dove si celebrano alcune Sante Messe all'anno e sopratutto si celebrano due Feste ad onore dei Santi Martiri: l'una il 20 Gennaio, l'altra il 20 Settembre (se cadeva di Domenica) o la domenica dopo il 20 settembre.

Era questa " ab immemorabili " una festa votiva istituita (si diceva) al tempo in cui infuriava una peste dalla quale la nostra zona rimase immune.
L' Oratorio suddetto era semplice, grazioso, ma troppo piccolo.
Don Lodi ebbe l'intuizione di pensare al futuro delle zone di Sabbioni.

Ma le belle doti, l'intelligenza, lo zelo e le energie che aveva da spendere, l'ascendente che aveva su tutti, specialmente sui giovani........indurranno i Superiori a pensare a "lui" per provvedere alla Parrocchia di Altedo allorchè rimase vacante per rinuncia del Rev.mo Canonico Don Amedeo Lenzi.

Don Lodi che era venuto a Barbarolo con sacrificio, per essere accanto ad un sacerdote anziano e cagionevole di salute come Don Ugo Trerè, accoglierà la nomina a Parroco di Altedo con grande sofferenza ma con altrettanto spirito di "docilità e di obbedienza" con la quale aveva accolto a suo tempo ( circa 10 anni prima) la nomina a Cappellano di Barbarolo.

La Bolla Arcivescovile che gli assegnava la Parrocchia di Altedo porta la data dell'  8 Giugno 1963.

Moltissimi parrocchiani di Barbarolo erano presenti, in lacrime, alla sua presa di possesso.

La parrocchia di Barbarolo rimase senza parroco per un periodo relativamente breve perchè il 15 luglio 1963 veniva nominato il nuovo Parroco nella persona di Don Enrico Sazzini, Cappellano della Parrocchia Urbana di San Severino.

Questi fece il suo ingresso a Barbarolo nel pomeriggio della prima Domenica di Agosto in occasione della Festa Grossa.
Don Enrico resterà qui parroco fino al 28 Marzo 1971, giorno del suo ingresso nella grossa Parrocchia di San Giovanni in Persiceto di cui era stato nominato Parroco a seguito della rinuncia di Monsignor Guido Franzoni.

 

 

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